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Il Forum dei giovani di Avella è la web community di tutti i ragazzi che si incontrano,
cooperano, si impegnano e che realmente si sentono parte dell’Italia e del
Mondo; ragazzi che accettano il confronto e amano la competizione; ragazzi
che si impegnano per cambiare qualcosa, per spronare altri giovani ad
intervenire in situazioni che, anche se indirettamente, li riguardano da vicino!
by Trastasi il 01 Luglio 2008, 13:25:00

Costruito secondo la tradizione sulle rovine di un antichissimo tempio pagano consacrato a Ercole, gode di una posizione strategica sul colle nei pressi di Avella a 320 metri di altezza. Da questo luogo è visibile un panorama che copre la gola dei monti e chiude con Monteforte il versante dell’Irpinia; in direzione del mare è invece visibile tutta la pianura campana: si potevano avvistare, quindi, le incursioni provenienti dal mare e dalla Valle dell’Irpinia. Il castello presenta due sistemi di cinta muraria. La prima, interna e di forma ellittica, risale al periodo longobardo (VII sec. d.C.); ha torrette tondeggianti costruite a difesa del castrum (zona fortificata) e del palatium (zona adibita alla residenza); la seconda, esterna, è di epoca normanna, con torri quadrangolari ornate da merlature guelfe. Nella parte alta della collina si conservano in buono stato il mastio normanno e quello svevo-angioino. La complessità della struttura del castello costituisce una sintesi delle tecniche costruttive militari adottate in Campania tra VII e XIV secolo. Alcuni studi fanno supporre che sia presente un passaggio sotterraneo che collega il castello con la collina di fronte o, addirittura, con il palazzo ducale, fatto edificare ad Avella dagli Spinelli quando decisero di abbandonare il palazzo per risiedere in una dimora più prestigiosa. Tra le rovine del castello medievale - detto anche Castello di San Michele poiché i longobardi avevano un culto particolare per l’Arcangelo - fu rinvenuto nel 1685 il cippus abellanus (circa 150 a.C.), iscrizione in lingua osca recante la convenzione tra Abella (questo era il nome della città) e Nola, inerente ai terreni in mezzo a cui sorgeva il comune tempio di Eracle. L’osco, lingua degli Osci (antica popolazione italica della Campania pre-romana) e successivamente dei Sanniti finì di essere parlata quando il dominio di Roma si estese sull’intera Penisola. Attualmente la lapide è custodita presso il seminario Vescovile di Nola.
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by Trastasi il 01 Luglio 2008, 13:18:00
anfiteatro
L’anfiteatro di Avella fu edificato tra il I secolo a.C. e il II d.C., dopo la distruzione della città da parte del generale Silla, e per questo è da annoverare tra i più antichi della Campania. Distrutto dai Sanniti nell87 a.C., fu poi ricostruito ed era sicuramente accessibile nel Medioevo, dato che nell'arena sono state ritrovate tombe risalenti a tale periodo. Si ipotizza che l'anfiteatro venisse allagato con le acque del vicino fiume Clanio in occasione di rappresentazioni di battaglie navali. Fu riportato alla luce nel 1976 nella zona di San Pietro, nell'immediata periferia della città. Per grandezza e periodo di edificazione è paragonabile a quello di Pompei. La costruzione è in opus reticulatum di forma ellittica a doppia arcata e si appoggia, da un lato, alle mura perimetrali della città antica, dall’altro, ad un pendio naturale. Dei tre ordini della cavea, oggi sono visibili i primi due con alcuni sedili in tufo e i “vomitoria” di accesso. L’arena era posta al di sotto del piano di calpestio e vi si accedeva attraverso due porte principali, la porta triumphalis e quella libitinensis, dalla quale venivano portati via i gladiatori morti, che si apre verso l’esterno della cinta muraria cittadina. Una terza porta secondaria serviva, probabilmente, per l’accesso dei giudici di gara. Molto interessante è un ambiente laterale con tracce di un’edicola riservata ad una divinità. Contrariamente ad altri anfiteatri non presenta cunicoli o sotterranei, ma piccoli tempietti dedicati ad Ercole dove si fermavano a pregare i gladiatori prima dei combattimenti nell'arena.
orario: su richiesta dal lunedì al sabato dalle ore 9 a 1 ora prima del tramonto
servizi: ingresso gratuito
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